VITTIMA DEGLI EVENTI – ANTEPRIMA AL FESTIVAL DI ROMA IX EDIZIONE. BRIVIDI.

 

Allora, quelli  che mi seguono da un po’ sanno e conoscono benissimo il mio amore malato per il personaggio creato da Tiziano Sclavi e da Claudio Villa nel lontano 1986. Il mio amore sconfina oltre l’assurdo e quindi ho e voglio, pretendo, un grande rispetto per il personaggio.

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Quando ho sentito parlare per la prima volta del fan movie di Claudio di Biagio non ho per nulla storto il naso, anzi: io lo seguivo dai tempi delle sue meravigliose parodie, una su tutte quelle di Twilight e lo contattai anche per dirgli che mi ricordava un botto Brendan Fraser…quindi ero abbastanza sicura che avrebbe fatto un ottimo lavoro. Ho donato la mia parte di “collaborazione” con la loro iniziativa del crowdfunding e ho aspettato in religioso silenzio l’uscita del “film”…

Ed eccomi qua, ancora nella meravigliosa città di Roma a raccontare quelle che sono state le mie emozioni e la mia opinione su

“Vittima degli eventi”

Vorrei suddividere in questo modo il mio articolo: film in quanto film/ film in quanto trasposizione di Dylan.

Il Film:

Mmazza se date una pista a tutti i registi italiani! Il film è tecnicamente girato in modo professionale al massimo, la fotografia è pazzesca, la regia mi ha fatto pensare tantissimo a due grandi nomi del cinema, Orson Welles con il suo grandangolo e al “disorientamento” alla Alfred Hitchcock in “Vertigo”. Campi lunghi, inquadrature dal basso, soggettive; una sorta di magistrale assimilazione di quelle che sono tecniche registiche miste ad una personale attitudine alla regia (e questo, caro Claudio è un dono non da poco e hai tutta la mia stima).

La struttura narrativa del film è molto interessante, nulla viene dato per scontato; in questo bisogna togliersi in cappello difronte alla sceneggiatura di Luca Vecchi, che ha saputo costruire tutto alla perfezione giocando su indizi tra termini, indizi visivi e sulle situazioni che pian piano si strutturavano e costruivano il finale, proprio come un puzzle. A dare un tocco di perfezione a tutto questo, una scenografia veramente da standing ovation: lo studio di Dylan era perfetto, e tutto veniva reso “vero” dalla regia che anche qui si è dimostrata all’altezza di saper sottolineare, nei momenti giusti, quello che l’occhio del regista voleva che noi guardassimo. E poi c’è la scena più bella del film…la scena del corridoio! Descriverla sarebbe renderla meno bella di quella che è…ma vi posso assicurare che non ho mai visto niente di così ben fatto in un film italiano: l’inquietudine, il terrore e l’angoscia che mette quella scena, in quel corridoio stretto e pieno di “mostruosità” è un’orgasmo per le emozioni di una giovane fan girl!

Prima di passare all’analisi del film come trasposizione di Dylan devo fare un plauso agli attori: bravissimo Valerio di Benedetto nei panni dell’indagatore dell’incubo, estremo Luca Vecchi in quelli di Groucho e dobbiamo solo tacere in religioso silenzio dinnanzi alle interpretazioni magistrali di Alessandro Haber nei panni dell’ispettore Bloch e di Milena Vukotic in Madame Trelkovski.

Il Film come trasposizione di Dylan:

Premettendo che per me è il film ha voto 10+ (manco fossimo alle scuole elementari) ci sono state alcune cose che da fan di Dylan Dog ho notato e voglio sottolineare (sia in senso positivo che come critica “negativa” da prendere con le pinze).

Prima di tutto, il film ci ribalta direttamente nella dimensione inquietante delle storie di Dylan firmate da Sclavi: è suggestivo, emozionante, inquietante e ironico al punto giusto! Un perfetto numero di Dylan Dog per ambientazioni e spirito! La cura dei dettagli dello studio di Dylan, il corridoio, alcuni riferimenti come il galeone, il teschio, il poster del Rocky Horror Picture Show, il clarinetto, il violino per un rimando  a Sherlock Holmes diretto contraltare di Dylan, e tutta una serie di elementi e citazioni non da poco, hanno reso questo fan movie un gioiellino nella storia del nostro cinema in riferimento al mondo del fumetto. Vorrei anche sottolineare come Claudio di Biagio abbia saputo ricreare alcune sequenze “tipo” del fumetto, sfruttando particolari tipi di inquadratura per evidenziare delle scene, dei gesti…delle posizioni!

Due, solo due sono state le cose mi hanno fatto storcere un po’ il naso da fan, ma che non hanno per niente influenzato il gustarmi piacevolmente questo film:

1) Dylan Dog non è un seduttore: tutte le donne che Dylan si porta a letto sono donne delle quali lui si “innamora perdutamente e per sempre”, e non si sognerebbe mai di frequentare due donne nello stesso momento (motivo per cui nella scena iniziale del film si evidenzia quanto ci sia un po’ di distanza dalla personalità del Dylan del fumetto sulla sua concezione di sesso/amore; ma la cosa è piacevole e ci fa capire quanto il protagonista del film sia “umano” e giustamente contestualizzato nella dimensione del film e non in quella della “mera citazione fumettistica”);

2) Il personaggio di Groucho è bellissimo, Luca Vecchi è stato grandioso e mi ha fatto ridere veramente “come se non ci fosse un domani”!Se però devo proprio trovare una piccola pecca (non perché voglio trovarla ma perché da lettrice e “minimamente” studiosa della testata devo farlo), anche qui giustificatissima dalla “umanità” del protagonista che cessa di essere personaggio e diventa “essere umano” nel film, è il fatto che, in alcuni momenti, Groucho si trasforma in una sorta di “balia” per Dylan: si arrabbia, si inalbera, urla, lo tratta con sufficienza e alle volte lo sgrida irritato! Questo è un aspetto che il Groucho del fumetto non ha: Groucho è la personificazione dell’ironia, un personaggio che con le sue “freddure” accentua o stempera le situazioni che si vengono a creare all’interno delle storie di Dylan Dog.

Queste piccole considerazioni che ho fatto, e ci tengo a sottolinearlo, non hanno per niente influenzato la visione del film perché ho ben compreso lo scopo di rendere “umani” i personaggi da me tanto amati nel fumetto: e ci sta!Deve necessariamente essere così!

Vedere Groucho e Dylan nella vita di tutti giorni, nel contemporaneo, aggirarsi per le strade di Roma e indagare come due “pazzi svitati scappati dal manicomio, vestiti come due cretini” mi ha fatto morire dal ridere, mi ha divertito e ho amato tantissimo TUTTO senza escludere niente e nessuno!

Ok, ho rotto un po’ le scatole lo so…ma ho amato veramente questo fan movie e spero vivamente che la Bonelli riesca a “riprendersi” i diritti venduti a quegli stramaledetti americani (che possano bruciare all’inferno!) per dare la possibilità a questi giovani ragazzi MADE IN ITALY di dare vita a un prodotto di qualità che ha come protagonista il mio meraviglioso INDAGATORE DELL’INCUBO!

Detto questo, me ne vado..ma prima vi invito a restare sintonizzati sul canale dei The Jackal perché il 2 novembre “Vittima degli eventi” sarà disponibile gratuitamente in visione per TUTTI!

Grazie ancora perché seguite e leggete i miei deliri,

ci vediamo al prossimo articolo che ancora non so su cosa verterà…al momento sono ancora troppo piena di feelings per questo film quindi…

CIAO!

StayTuned

RosZombie

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4 pensieri su “VITTIMA DEGLI EVENTI – ANTEPRIMA AL FESTIVAL DI ROMA IX EDIZIONE. BRIVIDI.

  1. visto solo ieri su youtube..per quanto mi riguarda sono rimasto sorpreso dall’impegno e dalla bravura dell’intero team.
    Per fare invece una critica professionale e costruttiva, che ci vuole per poter crescere e migliorarsi giorno dopo giorno posso solo dire che:
    – i personaggi…beeh…i personaggi… ehhhh sono proprio…eeeeh..ci stanno dai!….
    – le musiche….beh le musicheeehhh….figata….cioè te le spiego….
    – le inquadrature….uuuuh le inquadrature stai scherzando ferma tutto….bestiali..
    A posto con la parte critica seria e professionale 🙂

    Mi piace

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