BERE UN BICCHIERE D’ACQUA NON E’ MAI STATO COSI’ PIACEVOLE…FORSE.

Vi è mai capitato, dopo aver letto qualcosa o visto un film, di avere delle ansie causate dall’argomento trattato? Porto un esempio – e mio fratello mi ucciderà per questo – ma è calzante: il mio amabile fratellone, dopo la visione di Psycho, ha cominciato a fare la doccia chiudendosi a chiave nel bagno; nonostante non capisca realisticamente chi diavolo dovrebbe voler uccidere mio fratello, Psycho ha generato in lui questa paura e quindi…porta della toilette serrata!

Ecco. Dopo aver letto il n° 344 di Dylan Dog Il sapore dell’acqua provate, subito dopo, a farvi una doccia, a bere un bicchier d’acqua o a sciacquarvi le mani!

Un accenno di trama dovuto.

Tre casi per il nostro indagatore: una giovane nuotatrice scompare misteriosamente, una ragazza muore bevendo dell’acqua in un bar e un impiegato in una lavanderia viene travolto da un getto d’acqua schizzato fuori dall’oblò di una lavatrice, e viene ricoperto da gravissime ustioni.

Tre casi che apparentemente non hanno nulla in comune tra loro, a parte uno dei quattro elementi indispensabili per la vita dell’intero pianeta: l’acqua. Il nostro indagatore dell’incubo, accanto all’affascinante agente Rakim, dovrà scoprire cosa accomuna questi tre casi e se c’è qualcosa di paranormale in tutto questo.

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Autori di tutto ciò Gigi Semeoni, soggetto e sceneggiatura, e Giorgio Pontrelli ai disegni, con cover di Angelo Stano, che mi sta entusiasmando ogni giorno di più: i colori sono un mix di pastelli e fluo, in contrasto armonioso e di grande impatto visivo.

La trama è ben articolata: spesso e volentieri, mentre leggevo, mi è capitato di dover tornare indietro, riguardare le tavole e soffermarmi sui disegni, per scovare particolari che mi erano sfuggiti, ma che servivano a costruire, insieme a Dylan e Rania, questo puzzle dell’incubo; piacevole è stato scoprire le cose insieme a Dylan e pensare “cavolo, se c’avessi fatto caso prima potevo urlare dei suggerimenti a Dylan Dog”! Un po’ ci speravo che succedesse, come a Bastiano ne La Storia infinita che urla ad Atreiu di stare attento, di guardarsi alle spalle, e la sua voce arrivava fin dentro Fantasia!

I disegni di Giorgio Pontrelli rendono l’albo “luminoso” e come ha detto lo stesso autore del numero “solo Giorgio poteva dare questa rarefazione del segno, così arioso e fatto di bianco più che di tratti neri, a una storia che parla di acqua”. Il tratto è asciutto, senza troppi dettagli – in alcune sequenze, i volti sono solo accennati – ma tutto gioca a favore della storia: nessuna distrazione, solo ciò che è utile e accompagna la parola. Ma ci sono anche dei movimenti del tratto che rendono il tutto dinamico quando il momento in questione lo richiede.

Gigi Simeoni persevera nell’essere uno dei miei sceneggiatori preferiti; mantiene un ritmo costante nella narrazione, inserisce man mano i pezzi che servono alla costruzione – senza mai strafare e dosando bene i vari elementi – fino ad arrivare al momento culminante e di massima azione.

Se continuano così, Dylan Dog tornerà a essere quello che era: la bravura dei nostri autori sfruttata al massimo per raccontare bellissime storie.

Un ultima cosa, al mio solito, le mie visioni negli albi: ma solo io c’ho visto John Lennon?

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See ya!!!!

RosZombie

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2 pensieri su “BERE UN BICCHIERE D’ACQUA NON E’ MAI STATO COSI’ PIACEVOLE…FORSE.

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