TRA GOAL E #CULIDABATTAGLIA, NAPOLI COMICON 2015 DEGNO DI NOTA

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E siamo arrivati al giorno dopo la chiusura del Napoli Comicon 2015, edizione decisamente particolare che mi ha visto per la prima volta partecipare “attivamente” a tutta la fiera. Ho praticamente “fatto tutto” quello che si poteva fare al Napoli Comicon: stare allo stand, parlare con autori e disegnatori, farmi fare autografi, mangiare, girare, comprare, spendere soldi senza ritegno, farmi regalare qualcosa, ricevere sketch, fare il cosplay di Capitan America donna…eh sì, la mia dignità prima o poi doveva essere stroncata.

Detto questo mi premeva dire un paio di cose: quest’anno la fiera era decisamente più “organizzata” degli altri anni; le persone erano tantissime, ma veramente veramente tante, solo che la limitazione dei biglietti e degli accrediti ha giovato nettamente a favore di tutti. Gli stand erano ben gestiti, non si creava quasi mai caos (tranne che per Sio e per Maccio Capatonda), la separazione delle zone era ottimale – forse la più figa di tutte era il padiglione del multiplayer, dove c’era proprio la quintessenza del nerdismo puro! Facciamo tutti insieme una bella OLAAAA – e poi c’era Kaare Andrews, che solo lui era una delle attrazioni più belle del Comicon (evito commenti perché se ci penso svengo).

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Ho dovuto anche fare la persona (semi)seria, affiancando il mio amico Pino Cuozzo in una conferenza sui comics, i cinecomics, il web e la comunicazione digitale del fumetto. E’ stato davvero interessante essere presa alla sprovvista e essere “interrogata” sul mio approdo al fumetto americano. Per chi non era alla conferenza, a breve farò un video nel quale spiegherò alcuni passaggi – secondo la mia opinione, secondo quello che è successo a me – fondamentali per l’approccio giusto al mondo del fumetto; senza voler insegnare niente a nessuno, porterò semplicemente la mia esperienza.

Che aggiungere ancora. Ringrazio tutti quelli che al Napoli Comicon hanno scambiato quattro chiacchiere con me, che hanno riso, scherzato, pianto, gioito, urlato insieme a me… alcuni nomi – quelli che mi vengono in mente – voglio farli perché mi sembra doveroso e giusto: ringrazio Pino Cuozzo, Marina Finaldi, Annachiara Guerra, Michele Pappalardo, Nicola Folli, Fabrizio De Masi, Andrea Scoppetta, Elisa Latini, Barbara Babawa Astegiano, Alessia De Stefano, Francesco Mucci, Sara Formisano e Ilaria Murino (la mia eroina pazza), Mauro Uzzeo e Stefano Piccoli dallo stand dell’ARF (momento pubblicità: VENITE TUTTI ALL’ARF!!!), Roberto Policastro (per lui un grazie speciale) Giuseppe Palmentieri, Lorenzo Ragno Celli e Vincenzo Pierri, che mi facevano sorridere ogni volta che andavo allo stand NPE (e mi hanno indirizzata in modo giusto per la pubblicazione della tesi), Stefano Antonucci, Daniele Fabbri e Gesù (sì, lui in persona); e ancora, ringrazio i ragazzi dello stand della Cosmo, della Star, della RW (uno su tutti, boss Danesi che è sempre quello che è), della Saldapress, della Panini, tutta la dannatissima CUP OF PINO e soprattutto ringrazio tutti quelli che in questi 4 giorni hanno fatto GOOOOOOOOOOOOOOOOAL!

Mi sono dimenticata sicuramente il 90% delle persone…ma in realtà io mando un abbraccio circolare a tutti quelli che – in un modo o in un altro – hanno fatto diventare questo Napoli Comicon un’esperienza indimenticabile!

Ultimo momento pubblicità, signori e signore: siccome l’intelligenza interconnessa alla bellezza può portare a delle vette veramente alte, ho deciso – per spirito di carità, insito in me e che tutti conoscono e riconoscono – di prestarmi ad un gioco, e vi invito (se vi va, se volete, se non vi urta) a fare anche voi questo gioco.

E’ uscito il 30 aprile in edicola il primo numero di Battaglia, La figlia del capo, di Michele Monteleone e Fabrizio Des Dorides. Ora, questo albo è fatto in un formato pocket, molto carino e decisamente comodo…tanto comodo che può essere “trasportato” nel taschino di un jeans!

Da qui l’idea di lanciare un hashtag #culidabattaglia (che mi fa ridere ogni volta che lo leggo) postando una foto con la vostra preziosa copia dell’albo infilata della tasca del jeans. Oh, se vi diverte come ha divertito me, fatelo. Altimenti… che possiate morire lentamente nelle fiamme dell’inferno. Anzi no, riformulo: che possiate fare la fine di Ghost Rider…Tiè!

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Sorridete, che la vita è già abbastanza un casino.

Enjoy!

RosZombie

 

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