RINGRAZIO I MIEI 400 STALKER, E FACCIO UN POST SERIO. BUUU.

Aspettavo questo momento da tempo. Oh sì, ero veramente ansiosa di ritrovarmi su facebook la scritta “seguito/a da 400 persone”. Questa cosa dell’essere “seguito” o del “follow”, se vogliamo prendere il termine da twitter, è un po’ particolare, divertente, ma mette anche molta ansia.

Questo post sarà leggermente più serio rispetto alla mia normalità, perché tratta un argomento specifico del mio campo lavorativo. Sì, lo so, facebook, twitter, instagram e tutti gli altri social network, nascono nella sfera dell’entertainment, ma questo non prescinde dal fatto che l’entertainment è pur sempre una sfera lavorativa, in continua e costante evoluzione. Quindi, il mio lavoro di digital strategist consiste esattamente nello studiare di volta in volta le dinamiche dei social network e applicare la giusta modalità di azione su ognuno, per ogni singolo “datore di lavoro”.

Parliamo nello specifico di facebook. C’è una problematica da non sottovalutare. Nonostante la possibilità di inserire una determinata tipologia di privacy su facebook, noi viviamo costantemente sotto gli occhi di tutti. Soprattutto perché la “privacy” di facebook viene aggiornata continuamente per tenere il passo con l’evoluzione del web e tutto ciò che lo comprende – vedi inserimento dei video di youtube incorporati, vedi la possibilità di inserire l’iscrizione ad un sito esterno collegato alla pagina, vedi la possibilità di collegare tramite plugin i CMS direttamente ai social network, e così via… – quindi è più difficile tenere sotto controllo i propri contenuti.

follow-me

L’inserimento del “segui” è stato inserito su facebook da poco tempo. Ma qual è la motivazione? La spiegazione è abbastanza semplice: il fatto che facebook limiti i profili privati di “persone” a 5000 amici ha portato a notevoli lamentele, del tipo: “Uffa io voglio seguire quello che quel personaggio dice, ma ha un profilo personale e non può accettare la mia richiesta d’amicizia perché ha raggiunto la soglia dei 5000 amici!”. Ed ecco che papà facebook ci offre la soluzione del “segui”: non devi necessariamente essere amico di qualcuno se vuoi sapere quel qualcuno cosa pubblica, puoi tranquillamente “seguirlo” e, se la privacy te lo consente, commentare i post senza problemi, e diventare così un perfetto stalker!

Ora, a parte questa lezioncina spicciola e inutile sulle dinamiche in costante mutamento di facebook, ci tenevo a sottolineare una cosa (che ripeto ogni giorno anche a me stessa, ma spesso me ne dimentico perché la vita parallela che viviamo sui social network ci fa perdere spesso il collegamento con la realtà). I social network sono la più grande invenzione del terzo millennio. E per social network non intendo solo facebook, twitter, instagram e youtube, ma parlo anche di Skype, Viber, google+: il mondo, grazie alla rete, si collega, interagisce, si confronta, nell’immediato. Questa è una cosa meravigliosa. Io posso parlare con persone che stanno in America o in Olanda, vederle in video, sentirle vicine, ma in realtà stanno a tantissimi km da me… è un piacevole palliativo, aiuta ad “accorciare” le distanze e ti offre la possibilità di tenerti in contatto con il resto del mondo, a costo “0” (che non è un fattore da sottovalutare). Allo stesso tempo però i social network sono la patria dei maniaci. Purtroppo, come ogni cosa buona ha i suoi aspetti negativi. Non c’è moltissimo da aggiungere; i maniaci sono maniaci sia se hai 16 anni che se ne hai 50. Quindi la mia personale opinione è: pubblicate quel che vi pare ma state attenti a tre fattori fondamentali:

  1. Non scrivete mai il luogo esatto dove abitate. Mettete una provincia, se proprio volete restare in zona.
  2. Non segnate mai la visibilità del numero di cellulare.
  3. Evitate la localizzazione quando usate l’app dal cellulare. Non conviene far sapere al mondo intero – e soprattutto a quelle 400 persone che sicuramente non conoscete – in quel preciso instante dove vi trovate.

Sono delle accortezze necessarie, il resto è fuffa. Inutile stare qui a dire “non pubblicate foto in posa, non scrivete ‘odio l’Italia’, non parlate male di tizio e caio, non fate questo, non fate quest’altro”. Quel che dovete assolutamente proteggere è la vostra persona. Anche io spesso faccio errori madornali, come ad esempio il comunicare a tutti se parto per le vacanze – cosa sbagliatissima perché i ladri aspettano proprio che una casa si svuoti, e come avere informazioni veloci e facili se non attraverso un social network? – però cerco sempre di limitare i danni… quando mi è possibile.

Tenete lontani i vostri figli da facebook o, quantomeno, vigilate sempre sui contenuti che pubblicano o gli vengono inviati. Io ormai sono un caso perso, sono parte del sistema ma dalla mia ho la consapevolezza di esserlo. Tutto quello che faccio o dico so perfettamente che impatto avrà nella mia vita di tutti i giorni, posso controllarlo, so controllarlo e va bene… Ma, facciamo sempre attenzione. Molta, molta, moltissima attenzione.

Dopo questa lezione di una moralità devastante, faccio una bella cosa… vi lascio con una canzone favolosa dello “Stalker”, che fa ridere… però ricordatevi che tutelarvi è una cosa seria, e i social non vi tutelano; tutelatevi voi da loro.

See ya!!!!

RosZombie

 

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