“VITA DA CANI”: SICURI SIA MEGLIO? IL TENENTE COLOMBO DISSENTE.

Fin da piccolina, grazie alla passione di mia madre per i gialli, a casa mia abbiamo sempre guardato serie tv a tema “crime”, come CSI, NCIS, Bones, Criminal Minds, Cold Case, The Mentalist… per arrivare ai prodromi del genere, i bellissimi Poriot, Perry Mason, La Signora in giallo e l’intramontabile Tenente Colombo. Ancora oggi, quando lo trasmettono, noi guardiamo Colombo a casa, e non c’è nient’altro che tenga il confronto: il Tenente prima di ogni cosa! Non importa se sappiamo tutte le puntate a memoria… noi lo guardiamo SEMPRE!

colombomedia

Alcune sere fa abbiamo visto una puntata. Diciamoci la verità, a meno che non sia un telefilm attuale, dei nomi delle puntate non ce ne frega assolutamente nulla. Il fulcro della trama era questo: un uomo addestra all’assassinio i suoi due Doberman che, allo squillo di un telefono seguito da una parola d’ordine, uccidono. Colombo, al suo solito, torturando con domande e tranelli l’assassino, incastrerà tutti i pezzi del puzzle e risolverà il caso.

Ora, a prescindere dalla bellezza della sceneggiatura delle puntate di Colombo, scritte con la stessa minuzia e cura per il genere di un romanzo giallo alla Agatha Christie, di questa puntata mi ha colpito una cosa: nonostante il vero assassino sia un essere umano, questa volta ad uccidere sono stati due animali addestrati a farlo. Nel corso della puntata il Tenente Colombo andrà da un’addestratrice di cani per porle delle domande sulla psicologia canina, per cercare di capire se i cani possono avere la “volontà” di uccidere oppure le motivazioni che li spingono a farlo sono altre. La risposta data dall’addestratrice mi ha fatto riflettere veramente tantissimo:

“Gli animali uccidono per le stesse motivazioni che uccidono gli esseri umani: paura, gelosia, rabbia, follia. Sì Tenente, anche gli animali possono impazzire.”

Nella società di oggi, in Italia, l’omicidio preterintenzionale viene punito con la reclusione da 10 a 18 anni in linea generale, con delle riduzioni a seconda dei fattori quali:

  • incapacità d’intendere e di volere
  • buona condotta
  • pentimento
  • e una serie di cazzate che evito di elencare.

Molto banalmente, nella mia testa, dopo aver ascoltato una risposta scritta in una sceneggiatura di un telefilm degli anni ’70, si è strutturato un contorto ragionamento che crea disequazioni completamente sbagliate, che ci conducono ad un modo errato di agire nei riguardi degli esseri umani e degli animali.

Se un cane morde un bambino, qualsiasi sia il motivo – ricordiamo come sopra, per paura, gelosia, rabbia o follia – viene abbattuto.

Se un cane morde un uomo, qualsiasi sia il motivo – ricordiamo come sopra, per paura, gelosia, rabbia o follia – viene abbattuto.

Se un cane uccide, qualsiasi sia il motivo – ricordiamo come sopra, per paura, gelosia, rabbia o follia – viene abbattuto.

Se un essere umano picchia, qualsiasi sia il motivo – ricordiamo come sopra, per paura, gelosia, rabbia o follia – viene “punito” (qualche volta, manco sempre).

Se un essere umano stupra, qualsiasi sia il motivo – ricordiamo come sopra, per paura, gelosia, rabbia o follia – viene “punito” (qualche volta, manco sempre).

Se un essere umano uccide, qualsiasi sia il motivo – ricordiamo come sopra, per paura, gelosia, rabbia o follia – viene “punito” (qualche volta, manco sempre).

Davvero il fatto di esserci “evoluti” o meglio “adattati” – per far forza sulla darwiniana memoria – ci rende così “giusti” e “saggi” da poter decretare la morte di un animale (perché ho portato l’esempio di un cane, ma succede per qualsiasi animale “aggressivo”) senza valutare un qualche tipo di “riabilitazione” nel mondo animale, come si fa per gli esseri umani quando si appellano alla boiata dell’insanità mentale per la riduzione di pena? Non è moralismo, non è nazi-animalismo… mi fa solo tanto sorridere quanto ci crediamo forti con la nostra capacità di raziocinio ed espressione, con la nostra capacità di poter rigirare le cose sempre e comunque a nostro favore, per la nostra incapacità di riconoscere quanto siamo più vicini al genere animale di quanto immaginiamo. Se un animale potesse parlare, e dare le giustificazioni che diamo noi quando commettiamo un reato, avrebbe più opportunità di vita? Paura, gelosia, rabbia, follia. Esattamente come noi. Questa cosa manda ai matti.

Siamo la specie animale più egoista e meno “naturale” che possa esistere sulla faccia della terra. Con ogni singolo passo verso “l’evoluzione umana” distruggiamo un quantitativo di “istinto naturale” immenso, e ci allontaniamo sempre di più dalla nostra condizione naturale.

Questa cosa mi sta mandando in panne il cervello, ma per concludere: trovo sempre meno giusto il nostro legiferare a cazzo, sempre meno giusto l’arrogarci il diritto di “decidere” cosa è meglio e cosa no, sempre meno giusto il fatto che io sia un essere umano parlante e che abbia ricevuto in dono la capacità di potermi esprimere e dire la mia. E non posso manco dire “spero di rinascere animale” nella prossima vita, perché visto quanto siamo coglioni noi uomini, finirei uccisa per qualche ragione a me sconosciuta.

Poi mi chiedete perché odio tutti.

Basta, me ne vado.

Vi lascio con un video meraviglioso che mi fa piangere ogni volta che lo guardo. E chiamatemi pure nazi-animalista di sto cazzo, spesso, sempre più spesso, preferisco gli animali agli esseri umani.

Il delirio termina qui.

#RosZombie

 

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