SIAMO TUTTI ANT-MAN!

In giro potrete trovare un sacco di recensioni su Ant-man #1 – Nick Spencer/Ramon Rosanas – accurate, scritte con termini tecnici dei quali io non conosco nemmeno la definizione da dizionario – sì, lo so, potrei controllare, ma sono troppo pigra per farlo – che vi spiegano chi è Ant-man, nominandovi Hank Pym e i suoi studi, parlandovi delle capacità del supereroe, dei suoi super poteri nel dettaglio, della tuta, dei colori, dei disegni, della sceneggiatura… Ora, siccome amo leggere quelle recensioni perché sono bellissime e perfette, mi viene l’ansia da prestazione a scrivere qualcosa che deve necessariamente essere più figo, scritto meglio e dettagliato per competere; motivo per cui non scriverò una review ma *attenzione, attenzione, nuovo termine coniato* una NoMoreReview. E da oggi in poi farò un sacco di queste NoMoreReview, e forse riuscirò a trovargli anche un nome più carino di questo.

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Scott Lang, ex-ladro, ex-galeotto, ruba il costume di Ant-man al dr. Hank Pym e, lasciato fare liberamente dal dr. Pym, decide di darsi alla professione del “supereroe”.

Il problema fondamentale di questo lavoro è che non è remunerato (oh sì, mi ricorda gli stage e i tirocini a titolo gratuito che ci propinano le grandi aziende italiane, oppure il semplice “volontariato” che facciamo per non impazzire a casa dopo anni di studi).

Insomma: lui offre un servizio alla comunità, ma non viene pagato. Allora cosa decide di fare? Mentre continua il suo lavoro da “volontario” per salvare il mondo, va alla ricerca di un impiego. Un impiego serio, reale, che gli permetterà di mantenere la figlia e soprattutto di esser finalmente visto di buon occhio dalla ex-moglie che, diversamente, allontanerà Cassie dal padre. E inizia così la disastrosa avventura di Scott alla ricerca di un’occupazione. Passerà da una grande azienda (eh no, non spoilero), al cui lavoro però dovrà rinunciare, al chiedere un finanziamento per poter finalmente aprire una sua agenzia! Ovviamente, i finanziamenti non vengono rilasciati a chi non ha un lavoro.

Ant-Man_Vol_2_1Ciò significa che, se non hai un garante e non lavori, non puoi permetterti di aprire un’agenzia per lavorare usufruendo di un finanziamento, perché se non lavori non hai il finanziamento. Un serpente che si morde la coda. Esattamente come un giovane di oggi che ha avuto un’intuizione geniale per lanciare una startup, ma non può realizzarla perché non lavora e non ha uno stipendio, al massimo ha alle spalle un tirocinio post laurea più uno stage non retribuito di 12 mesi in un’azienda che si è nutrita del suo sangue, del suo sudore e del suo lavoro, e non gli ha riconosciuto nemmeno una cialda di caffè. Peggio ancora se il giovane non è stato proprio uno “studente modello” e ha avuto un percorso più burrascoso, alla Scott Lang: scordati il finanziamento bagarozzo!

Ant-man è la rappresentazione della nostra condizione socio-economica. Un precario, con una ex-moglie legittimamente “stronza” e una figlia adolescente da non deludere; in costante lotta con il mondo del lavoro, che non si accorge nemmeno che lui esiste. E’ uno come tanti. Un precario come tanti. Piccolo, piccolo,come un insetto.

E tu. Sì, proprio tu che sei capitato su questo blog per caso o perché ti ho fatto un bonifico, ti senti un po’ una formica?

Stay Tuned

RosZombie

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